Interviste

Intervista "La Voce del Recensore" a cura di Loredana Angela
Come nasce l’idea di questo romanzo? Volevo raccontare un’altra storia d’amore, ma questa volta ho voluto puntare il mio sguardo verso quell’amore viscerale e indissolubile: l’amore di una madre per il proprio figlio. Quanto l’arte può essere balsamo per l’anima? L’arte ha tante sfaccettature. Se ci guardiamo attorno tutto può essere considerato arte. Personalmente considero arte anche le spennellate di nuvole in cielo, il tramonto alla sera e le stelle che illuminano il buio della notte. Se impariamo a vedere l’arte come qualcosa che va oltre la creazione materiale, allora può davvero diventare balsamo per l’anima. Quanto c’è di lei nella protagonista? In Lucia c’è tanto di me: l’essere mamma prima di tutto, l’amore per l’arte, la determinazione, il coraggio. Lucia rappresenta tutte quelle donne che non si arrendono nemmeno davanti a grandi ostacoli. A proposito del suo romanzo… “Le tredici tele” punta lo sguardo verso l’amore di una madre che vuole ritrovare una figlia scomparsa, ma il fulcro della storia sono proprio queste tele, dipinte in un modo quasi magico. Il dolore di una madre si trasforma in speranza e la speranza da modo alla protagonista di andare oltre il visibile. Immaginare il volto della figlia anche negli anni in cui non l’ha conosciuta rende questo legame quasi al limite del mistero. Ha in cantiere qualche altro lavoro letterario? Si ho in progetto un altro romanzo per il prossimo anno, e una novità che riguarderà la letteratura per ragazzi in uscita per l’estate 2021.
LA VOCE DEL RECENSORE INTERVISTA SONIA CARDIA


Come nasce la sua passione per la scrittura?
Nasce fin da piccola. Ho sempre amato scrivere piccoli racconti, frasi, poesie. Ricordo che mi avevano regalato un diario segreto, quelli con il lucchetto, e dentro custodivo tutti i miei pensieri. Poi per paura che mie sorelle potessero leggerlo lo nascondevo dentro l’armadio, sotto gli abiti. In realtà erano solo i segreti dolci e ingenui di una bambina, nulla di cui vergognarsi, ma si sa da piccoli vediamo tutto in modo diverso.
Le sue poesie sono racconti scaturiti dall’osservazione del mondo circostante. Quanto importante per lei è l’aiutare tramite la parola?
Per me è fondamentale, do molta importanza sia alla parola scritta e ancor di più a quella verbale. Ho studiato PNL proprio per questa mia passione di trasmettere correttamente un messaggio, con parole che arrivino dritte al cuore e che creino empatia con il lettore.
Quali caratteristiche dovrebbe avere la poesia per essere definita tale?
Non credo che ci siano delle regole imposte per poter scrivere o fare di un concetto poesia. Credo però che alla base della poesia ci sia l’anima del poeta. La poesia deve saper raccontare, deve far provare delle emozioni, siano esse: rabbia, felicità, indignazione… la cosa importante è trasmettere qualcosa. Altra cosa che ritengo fondamentale è che chi fa poesia deve essere cosciente del fatto che non è di sua proprietà, nel momento in cui la si cede ad un lettore, diventa parte del lettore e molte volte l’interpretazione (anche se contrastante da quella del poeta che l’ha scritta) può essere completamente diversa.
Nel suo modo di fare poesia ha preso spunto da qualche poeta in particolare?
In realtà ho preso spunto solo da quello che sentivo dentro e avevo l’esigenza di raccontare, quindi potrei risponderle in modo ironico che ho preso spunto “da me stessa”. Amo però il modo poetico di raccontare della grande Alda Merini, con la quale avrei tanto voluto dialogare, ma le nostre strade non si sono mai incrociate. Ciò nonostante per le esperienze diverse di vita, non avrei potuto prendere spunto da lei, prima di tutto per rispetto nei suoi confronti e secondo perché la poesia è impossibile da emulare, perché nasce (come ho già detto) dall’anima di ogni poeta e di ogni persona che esso incontra e dal quale trae ispirazione.
Cosa consiglierebbe a chi volesse accostarsi alla scrittura poetica?
Consiglierei una cosa molto semplice, ma difficile da applicare. Ascoltare prima se stessi, sentire il proprio corpo e le sue vibrazioni. Consiglierei di stare da soli, in silenzio, o all’aria aperta tra la natura. Prendere consapevolezza prima di tutto delle cose semplici della vita e appuntare su un taccuino, ogni pensiero, o frase, scaturite da qualsiasi sensazione. Prima o poi se il momento giusto è arrivato, le poesie arrivano da sole. Io faccio così: chiudo gli occhi per un istante e dal mio silenzio interiore, le parole gridano per uscire, le dita scorrono senza sosta sulla tastiera e accompagnata dal quel dolce ticchettio, dello sbattere delle dita tra i tasti… nasce la mia poesia!
Cosa pensa del posto riservato alla poesia nella nostra società?
Purtroppo la poesia è penalizzata nel mondo editoriale, non ha lo spazio che merita. Si pensa alla poesia come a qualcosa di noioso, pesante, barboso. Invece se si guardasse alla poesia come a qualcosa che insegna e lascia un segno profondo in chi legge, allora la poesia avrebbe trovato il suo posto: non tra gli scafali in alto ad impolverarsi, ma in vetrina. Sì, proprio la vetrina dovrebbe essere il suo posto, anche solo per omaggiare i più i grandi poeti italiani che ci hanno accompagnato durante la nostra giovinezza: Giovanni Pascoli, Giuseppe Ungaretti, Gabriele D’Annunzio, Giacomo Leopardi, Salvatore Quasimodo, Giosuè Carducci, Ugo Foscolo, Ludovico Ariosto… potrei citarne ancora tantissimi altri. Da loro parte questa immensa e bellissima arte che dobbiamo imparare a coltivare e tramandare.
Intervista di Francesca Autieri https://www.scritturaviva.it/446429921


 

 INTERVISTA DALLA BRASSOTTI AGENCY & ASSOCIATI
1)   Presentazione: cosa fai nella vita?
Oltre alla scrittrice di poesie, testi musicali e romanzi, svolgo la professione di Consulente Scientifica nell’ambito della diabetologia. Viaggio tanto per lavoro, soprattutto in Sardegna, meravigliosa terra dove ho la fortuna di vivere, e questo spostarmi mi da modo di osservare e prendere spunto dalla realtà per poi trasformarla in poesia, musica o romanzo. Inoltre sono Blogger di Penna& Taccuino al quale sono molto affezionata.
2)   Che messaggio vuoi mandare ai lettori attraverso il tuo libro?
Da quando mi sono avvicinata alla poesia e ho deciso di scrivere dei libri il mio obiettivo è sempre stato quello di far vivere delle emozioni. Voglio che le mie poesie appartengano in qualche modo a tutti e che anche solo una breve frase possa far immedesimare le persone che leggono.
3)   Descrivilo con 3 parole
Amore (il motore che fa muovere la vita di ogni essere umano). Passione (la mia, nello scrivere). Emozione (quella che voglio trasmettere ai lettori).
4)   A quale poeta contemporaneo sei più legata e perché ?
In particolare mi sento vicina a due poeti un uomo e una donna. Pablo Neruda per la passione per la poesia. Lui disse: «La poesia è sempre un atto di pace. Il poeta nasce dalla pace come il pane nasce dalla farina.» Con questa frase ci fa capire che il poeta è nato per questo motivo: decantare sonetti, siano essi patriottici o sentimentali. L’altra poetessa è Alda Merini perché ha sempre espresso nelle sue poesie, il suo coraggio e i suoi sentimenti senza vergogna, andando oltre ogni accusa, talvolta anche personale.
5)   Che progetti hai nel futuro e che consigli daresti ai nuovi autori?
Progetti futuri sempre tanti. Non mi fermo mai di seminare il mio domani, credo che questa sia stata la chiave del mio progredire e crescere. Il primo progetto è in uscita a maggio ed è il mio primo romanzo, si intitola “Destini Separati” sarà una bella storia d’amore. Durante questa quarantena ho ultimato un altro romanzo che avevo lasciato in sospeso e adesso ne sto iniziando un altro. Ovviamente continuerò a scrivere libri di poesie, ma sarà un progetto per il prossimo anno.
Ai nuovi autori vorrei dare più di un consiglio: accettare sempre le critiche costruttive valutando la fonte dalla quale escono (ovviamente); di solito la maggior parte degli scrittori si sentono perfetti, non sbagliano mai e quello che scrivono è inappellabile. Io credo d’essere una delle poche eccezioni, leggo e rileggo anche tre volte un messaggio WhatsApp prima di inviarlo, immaginate un manoscritto…quindi mai dare per scontata la propria perfezione. Sulla mia scrivania ho sempre accanto un libro di grammatica italiana, e se ho qualche dubbio, lo consulto senza vergogna. Dico loro di prendersi ogni tanto il “beneficio del dubbio” (su sé stessi) perché siamo umani e di errori ne facciamo tutti. Un altro consiglio è la costanza nella scrittura, cercare di scrivere quotidianamente, come se fosse un rito giornaliero; la scrittura è un arte e come tale va allenata. L’ultimo consiglio che credo personalmente sia quello più importante: cercate l’originalità, evitate di copiare qualcun altro o di voler essere qualcun altro. Le case editrici o gli agenti letterari, cercano la novità non qualcosa di già visto o letto. Ogni scrittore ha il suo modo di scrivere e di raccontare: trovate il vostro!
Sonia Cardia
 
INTERVISTA DA AMICOLIBRO
Intervista a Sonia Cardia
Sonia si sogna per vivere? Personalmente si, non riesco a farne a meno. Forse per me sognare, fantasticare una vita sempre più motivante e soddisfacente è una necessità. Detesto la parola rassegnazione, per me rassegnarsi equivale a lasciarsi morire lentamente.
Quando si scopre di essere poeti? Non so se lo si scopre per davvero e se c’è un momento preciso, nel senso che nella mia mente i poeti sono altri. Per me poeti sono i grandi del passato, Carducci, D’annunzio, Merini, ne cito solo alcuni perché la lista sarebbe troppo lunga, c’è ne sono tanti altri contemporanei che ammiro molto. Non so se ritenermi una poetessa, forse mi ritengo più una persona che sa esprimere attraverso la scrittura le emozioni della vita. Lo faccio con semplicità, senza pretese. Lo faccio per esprimere me stessa con la speranza che anche altri possano immedesimarsi.
La poesia dimora nel cuore di chi sa ascoltare e guardare la vita? Si, poesia è tutto ciò che ci circonda se lo si guarda con un occhio attento. Poesia non è solo frasi scritte su un foglio. Per me è poesia tutto ciò che mi fa stare bene, e delle volte anche ciò che mi fa stare male. Poesia è accettare la vita qualsiasi cosa accada. Poesia è dire “ti amo”. Poesia è dire “perdonami”. Poesia è apprezzare anche solo il fatto di esistere, e se ogni persona scoprisse il bello che c’è dentro il vivere, capirebbe cosa significa sentire la poesia.
Poesie a volte come canzoni. Amo la musica, adoro cantare, e cerco sempre di analizzare il testo. Quando scrivo è come se nella mia mente ci fosse una melodia adatta a tutto ciò che sto esprimendo sotto forma di poesia. La tastiera del computer è come un piano forte, a volte quei ticchettii diventano tante piccole note musicali. Scrivo anche testi musicali e mi piacerebbe approfondire questo settore.
Musica, preghiera, movimenti del cuore. Tutto in versi… La musica come già detto fa parte della mia vita, non potrei fare a meno di ascoltarla e viverla. La preghiera è fondamentale per me, come è fondamentale stare in silenzio. Adoro comunicare con le persone ma, sento l’esigenza di stare da sola e riflettere, ritrovare me stessa, capire determinate cose, e pregare anche solo per ringraziare. Ringrazio per quello che ho, perché mi ritengo una persona privilegiata. Il privilegio non inteso come lusso o benessere totale, perché non è il mio caso ma, quando ti rendi conto che il dono più grande della vita, è la vita stessa, capisci che quello è il privilegio più grande e non puoi fare altro che rendere grazie.
Intervista di Carmen Salis
 




Intervista all’attrice Linda Batista
1.    Ciao Linda, grazie per avermi permesso di curiosare ancora nel tuo mondo. L’Italia ti ha amato e ti ama ancor di più oggi. Quanto ti senti italiana?
Cosa vuoi che ti dica, ho vissuto più di vent’anni in Italia amo questo paese,  i miei miglior  amici sono italiani e non potrei pensare a nessun altro posto dove vivere al mondo più bello di questo.
2.    La tua è una lunga carriera, sono tanti i ruoli che ti hanno portata nelle nostre case. Oggi come guardi i ruoli che hai interpretato? Con occhio critico, con dolcezza o malinconia?
Questo è il lavoro di attrice bisogna adeguarsi ai vari ruoli che ti danno anche se alcuni non erano i miei preferiti ho sempre cercato di dare il massimo e di sfruttare la mie capacità professionali nel migliore dei modi. Se devo scegliere tra tutti i ruoli che ho interpretato il mio preferito  è stato nel film Luisa San Felice dove interpretavo un ruolo di rivoluzionaria che si addice anche al mio carattere.
3.    Se potessi parlare alla Linda di qualche anno fa cosa le consiglieresti?  In questi oltre vent’anni di lavoro in Italia devo dire che non ho mai avuto il tempo di fermarmi a lungo perché a parte i film che ho fatto e le  diverse serie televisive sono sempre stata molto impegnata, ma mi ritengo anche fortunata  di essere stata, in certe occasioni,  nel posto giusto al momento giusto e di aver preso le occasioni al balzo  seguendo il mio istinto che al 90% mi fa fare le scelte giuste.
4.    Una nuova avventura ti aspetta, stai girando la serie tv Citylife Fanny’s Blog che andrà in onda il prossimo anno sulle reti Rai, girata in Campania. Quanto hai atteso questo ritorno sul set e alla normalità? Beh ci siamo fermati un po’ tutti a causa del Covid e appunto appena prima della pandemia avevamo finito di girare “il gatto e la luna” con Maria Grazia Cucinotta. City Life è scritto molto bene e per questo motivo andremo sulla rete Rai e sono molto contenta di far parte di questo nuovo tv show.
5.    Citylife Fanny’s Blog è incentrato sul mondo della moda, siamo abituati a vedere Milano come capitale per eccellenza di sfilate e moda, perché è stata scelta Napoli come rappresentante di questo mondo? Perché  Napoli è praticamente un crocevia, un incrocio tra due realtà, quella bella quella spontanea della Napoli dell’accoglienza e dell’integrazione, con una Napoli invece di alta moda di alta qualità. Nel progetto  si vogliono mettere insieme queste due realtà e renderle uniche come il percorso di Vanni che da semplice studentessa che vivrà a Napoli. Città nella sua totale bellezza dei quartieri spagnoli, fino alla Napoli dell’alta moda. Girarlo a Milano sarebbe troppo scontato in quanto è di per sé la capitale della moda mentre Napoli ha un po’ tutto tra magia e bellezza.
6.    Una donna elegante e raffinata come te che rapporto ha con la moda?
Io ho avuto l’opportunità di lavorare in tante occasioni con stilisti di primo ordine, ho anche sfilato in piazza di Spagna pertanto la moda ha un ruolo determinante nella mia vita e poi da buona italiana, posso confermare che nel nostro paese abbiamo sicuramente i migliori stilisti del mondo.
7.    Interpreterai Karine, imprenditrice proprietaria di una grande casa di moda a livello mondiale. Donna di classe, determinata e senza alcuno scrupolo nel raggiungere i suoi scopi imprenditoriali. Quando secondo te l’ambizione deve avere un limite? O deve essere frenata Karina ha un ruolo di imprenditrice che ovviamente deve salvaguardare il suo il suo business e il suo potere economico e di conseguenza essendoci dei soldi di mezzo Karina deve fare i propri interessi, una donna che in qualche modo devi difendere non soltanto la posizione che ama, ma anche il suo essere donna.
 La cosa importante è che in City Life vuole mettere in evidenza anche una donna in carriera, una donna forte, una donna perno,  che poi avrà sviluppi successivi, anche diciamo diversi rispetto a quello che abbiamo visto all’inizio da una donna comunque senza scrupoli fino ad arrivare ad una donna invece con grande spessore anche umano ed emotivo.
8.    Ci sono delle parti caratteriali di Karina che ti rappresentano?
Probabilmente non troppo all’inizio della serie ma sicuramente quando entra l’aspetto umano ed emotivo potrebbe assomigliarmi un po’.
9.    Vivi a Dubai da qualche tempo e per girare questa bellissima serie tv viaggi tantissimo per raggiungere Napoli, ma anche altre città italiane. La passione per ciò che si ama può davvero superare qualsiasi problema?
È già da tempo che vado avanti e indietro tra Dubai e Italia. Ultimamente siamo coinvolti con la produzione di un nuovo film  che stiamo ultimando proprio in questo periodo, per cui sì non è facilissimo viaggiare tanto però se ci si organizza bene si possono fare tante cose senza fatica!
10.                       Quali sono (se ci sono) le difficoltà nel mestiere di attrice oggi?
Oggi come ieri direi che le difficoltà sono sempre le stesse, ci vuole molto impegno, dedizione e concentrazione,  bisogna studiare le parti bisogna essere professionisti sennò si rallenta la produzione che coinvolge centinaia di personale specializzato.
 
11.                      Per concludere e ringraziandoti ancora vorrei chiederti che consiglio daresti a giovani attori e attrici che vogliono intraprendere questa carriera?
 Oggigiorno ci sono tante accademie e altre associazioni che possono aiutare e perfezionare la carriera di un’artista, il mio consiglio sarebbe quello di frequentare queste accademie o scuole di recitazione per essere preparati e per dare il meglio di se stessi.
 
Intervista di Sonia Cardia